Il confine tra cielo e terra

Frioland
La croce di vetta
Nikon D5200 + Tokina 11-16 F2.8 DX  //  Monte Frioland – (TO/CN)   //  Giugno 2013
C’è chi, la domenica mattina alle 04:00, va a coricarsi a letto dopo una serata fuori, e c’è chi come me, questa domenica, alle 04:00 si alzava senza maledire la sveglia. Ovviamente tutto era stato preparato accuratamente la sera prima, e mi è bastato accendere il caffè già sul fuoco, trasferire la borsa del cibo dal frigo allo zaino, consumare un breve colazione e partire per affrontare l’oretta di macchina che mi separava dalla partenza. Alle 06:00 iniziava la mia salita a partire dalla borgata Brich, presso Crissolo (CN).
Camminare durante le prime luci del giorno in montagna, è un’emozione serafica. Dopo aver superato la pesantezza di un risveglio precoce, si inizia ad assaporare tutta una sfera emozionale intima ed esclusiva, che non si avrebbe la possibilità di apprezzare se non in luoghi isolati e in comunione con la natura ed il mistero della piccolezza dell’uomo.
Il tragitto durante la salita è molto panoramico, ed in particolare, si ha una visuale da cartolina sul gruppo del Monviso. Dopo un’ora abbondante di marcia, faccio una seconda breve colazione a base di uovo sodo guardando il Re di Pietra davanti a me in tutta la sua maestosità. Arrivati al colle delle Porte poi, dopo circa 1.40 ore, la vista inizia a spaziare anche verso la pianura e le valli verso nord. La salita è lunga, ma costante. Dal colle, fino alla vetta, c’è una lunghissima cresta da percorrere, tra pietraie di sfasciumi e tracce di sentiero. E dopo 3.40 ore, finalmente si arriva alla croce.
L’emozione di fare pranzo alle 9.40 in cima ad una delle vette più panoramiche di questo gruppo, è immensa. Incontro un signore che arriva in vetta insieme a me, poi lui prosegue sulla cresta e va oltre. Con me la solitudine, il vento, e le nuvole.
Ma perchè mi sono alzato così presto, chiederete voi? La risposta è semplice: la valle Po è famosa per essere invasa dalle nebbie con una certa facilità, ed infatti, puntuali da previsione, mentre sono in vetta le nuvole arrivano e mi avvolgono.
La discesa viene percorsa completamente nelle nebbie. Per fortuna ho il gps con me e non ho nessun problema a ripercorrere a ritroso il percorso, che nonostante sia segnalato da ometti di pietra e segni rossi per terra (quasi sbiaditi ed erosi dal tempo), non è così semplice da individuare e seguire.
Dopo 7 ore di marcia risalgo in macchina alle 13.00. 12 Km percorsi e 1.200 metri di dislivello. Anima pulita, lavata, fatica nel corpo depurato. Rientro nella civiltà, con un pò di malinconia, ma molta soddisfazione.
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L’accesso alla vetta – I pendii tra le creste
Nikon D5200 + Tokina 11-16 F2.8 DX  //  Monte Frioland – (TO/CN)   //  Giugno 2013
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Il balcone sul Re di Pietra
Nikon D5200 + Tokina 11-16 F2.8 DX  //  Monte Frioland – (TO/CN)   //  Giugno 2013

“Diversi sono i bisogni che hanno richiesto e regolamentato il rapporto dell’uomo con la montagna. Se oggigiorno una consapevolezza ambientale in senso lato, un’attenzione estetica, contemplativa e sportiva sembrano le premesse e le ragioni, esplicite o mascherate, a questo incontro, nel passato la quotidianità si aspettava dalla montagna innanzitutto risorse e difesa, e quindi mediazioni con dimensioni meno tangibili ma altrettanto forti nella richiesta. Si pensi al rapporto dell’uomo con il divino.

Ma il rapporto con la montagna non si esaurì nel soddisfacimento di questi bisogni; ci fu un qualcos’altro poco definibile che saldò ulteriormente questo legame, un qualcosa che si formò spontaneamente e che nello stesso modo portò alla elezione di certi luoghi ed alla minore considerazione per altri. Non furono infatti necessariamente le montagne più imponenti ad essere toccate da un simile privilegio, ma spesso anonime alture.” […]

Il Friouland è quella possente montagna che, guardandola da Pinerolo, in direzione sud-ovest, appare con una doppia punta appena accennata, e che, man mano ci si avvicina ai suoi piedi, nasconde alla vista addirittura il Re di Pietra: il Monviso.”

dall’articolo di Diego Priolo – SBARUA – Notiziario 2003-2004 del Club Alpino Italiano sez. di Pinerolo (TO)
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L’arrivo
Nikon D5200 + Tokina 11-16 F2.8 DX  //  Monte Frioland – (TO/CN)   //  Giugno 2013
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Il confine tra Cielo e Terra
Nikon D5200 + Tokina 11-16 F2.8 DX  //  Monte Frioland – (TO/CN)   //  Giugno 2013
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Panorama dalla vetta verso la Val Pellice e la Val Chisone
Nikon D5200 + Tokina 11-16 F2.8 DX  //  Monte Frioland – (TO/CN)   //  Giugno 2013

 Sono in molti ad aver raggiunto la cima e sono altrettanti coloro che, come richiamati, hanno ripetuto più volte l’impresa. Una salita fattibile ma non banale, comportante anche il superamento di pendii di un certo rispetto. A conferma di questa sua accessibilità, c’è pure il fatto che la sua conquista non è stata registrata ufficialmente nella letteratura alpinistica. Il suo oronimo sembrerebbe derivare dagli aggettivi latini frigulentuso da frigidus, entrambi connessi al concetto di freddo, mentre se si accettasse la grafia attualmente riportata, ritenendola non frutto di adattamenti in senso lato, nel finale land potrebbe esserci un richiamo all’omonimo termine provenzale indicante un luogo piano. Abbinando pertanto i due termini, ci troviamo di fronte ad un’indicazione di un luogo piano e freddo, immagine complessivamente riscontrabile nel crestone che caratterizza la sua cima.

Nella guida alpina del Ferreri, edita nel 1923, oltre alla riflessione sull’oronimo Frioland, che secondo l’autore dovrebbe più esattamente pronunciarsi Frioulent, veniva riportato pure il suo secondo nome e cioèTesta di Peira Scritta (dal provenzale Peiro Eicrito: Pietra Scritta), senza però l’aggiunta di spiegazioni in merito.

Anche la segnalazione di Martelli e Vaccarone nella loro guida alpina, edita una quarantina di anni prima di quella del Ferreri, e cioè che questo monte fosse stato considerato una montagna sacra, venne fornita senza ulteriori spiegazioni.

dall’articolo di Diego Priolo – SBARUA – Notiziario 2003-2004 del Club Alpino Italiano sez. di Pinerolo (TO)
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In cresta, tra le nebbie
Nikon D5200 + Tokina 11-16 F2.8 DX  //  Monte Frioland – (TO/CN)   //  Giugno 2013
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In cresta, verso il Colle delle Porte
Nikon D5200 + Tokina 11-16 F2.8 DX  //  Monte Frioland – (TO/CN)   //  Giugno 2013

Categorie:Alpi, Paesaggi, Raid e spedizioni

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