Sotto il cielo dell’Africa

Ho avuto la grande fortuna di viaggiare in Africa. Dato l’enorme bagaglio in termini di immagini ed emozioni, ho deciso di dividere il viaggio in cinque articoli. Questo è il primo introduttivo della serie, a cui ne seguiranno altri, per  descrivere nella sua totalità l’esperienza di questo grande Viaggio, insieme alla moltitudine di scatti realizzati.

Africa - Il tramonto in compagnia di un branco di elefanti

Il tramonto in compagnia di un branco di elefanti

Il Viaggio: l’origine

Come ogni grande viaggio nella vita, prima di effettivamente concretizzare la partenza, ci sono fasi interiori che si susseguono in modo abbastanza preciso. Inizialmente é il sogno, fin da quando si é bambini, di qualche posto preciso su questo pianeta che in qualche modo é riuscito ad affascinarci così tanto da formare una piccola roccaforte nel nostro inconscio. In questa fase, il luogo prescelto sembra così distante e irraggiungibile che si reputa assolutamente infattibile la possibilità di recarvisi di persona. Dopo il sogno segue la fantasticheria. Si inizia a pensare quale potrebbe essere la sensazione di essere là e che cosa realmente si potrebbe vedere. Si immagino i colori e gli odori del posto e a volte la fantasia galoppa in modo così assurdo e omerico da strapparci una risata, mentre ci immaginiamo come i primi esploratori di un secolo antico intrufolati in un paradiso incontaminato dal genere umano.

Poi c’é l’innesco, che fa deflagrare di colpo tutta l’energia accumulata fino a quel momento. Normalmente, questo avviene poiché si cresce, e si realizza davvero che in qualche modo, se lo si vuole veramente, il viaggio si puó fare. Di solito é perché si entra a conoscenza che qualcuno di “normale” (tralasciando quindi esploratori folli, spedizioni national geographic o ricerca scientifica) ci é andato, magari pure un conoscete, e per turismo. Dall’innesco alla decisione di partire ci sono di mezzo molti fattori, specialmente il costo e il tempo, ma se si ha motivazione, perseveranza, e un pizzico di fortuna, la possibilità può arrivare, e allora non bisogna esitare!

Per me é stato così con il Serengeti, sicuramente uno dei miei angoli prediletti sul pianeta. (Nello spazio non saprei, lí al primo posto c’é ancora la nebulosa d’Orione, ma penso che questo viaggio resterà per sempre nella fase 1 per ovvi motivi… [n.d.A.]) Quando ho avuto la possibilità di organizzare il viaggio, il sogno ha iniziato a prendere forma, e tutti i ricordi, dai primi documentari visti su Super Quark e dai primi libri sugli animali, fino allo studio degli scatti dei più bravi fotografi mondiali, ha iniziato a convergere verso un futuro concreto.

Africa - Ingresso nel Serengeti

Ingresso nel Serengeti

Sotto il cielo dell’Africa

Arrivare in Africa é stato un susseguirsi di emozioni fortissime. La partenza é stata deludente: ci aspettavamo un aereo piccolo e mezzo vuoto, con persone spartane e zaino in spalla, e ci troviamo invece su un Boeing enorme ricolmo di gente vestita da Milano centro. Giá, dimenticavo che dobbiamo atterrare a Zanzibar….! Dopo lo scalo sull’isola, il secondo volo si conferma all’altezza delle aspettative: piccolo, scomodo e con ascensione e discese da voltastomaco. Siamo atterrati nel piccolo aeroporto Kilimangiaro, un nome che non necessita spiegazioni. Purtroppo, la grande montagna era avvolta dalle nuvole, e abbiamo potuto solamente osservarne la cima dall’aereo. A terra ci aspettava Stanley, la guida che ci avrebbe accompagnato per tutta la settimana successiva. Un uomo, una leggenda. A posteriori, devo constatare che la bravura di una guida, in Africa, fa il viaggio. Stanley si è dimostrato attento alle nostre necessità, e abile nel farsi trovare al posto giusto, al momento giusto, massimizzando la riuscita di osservare la fauna locale, nella settimana a nostra disposizione.

Africa - Giovani leonesse a caccia

Giovani leonesse a caccia nel Serengeti

Il tesoro dei grandi parchi della Tanzania è senza dubbio la fauna locale, in quanto la concentrazione di animali è molto elevata e diversificata, rendendo il luogo una location perfetta per l’osservazione degli animali nel loro ambiente naturale, in libertà, al punto da convincere l’UNESCO a rendere il Serengeti patrimonio dell’umanità nel 1981, proprio grazie alla sua biodiversità. Nel resto della Tanzania la caccia è ancora permessa, e nonostante i forti dibattiti sull’argomento, oggi chiunque, pagando somme consistenti di denaro alle autorità locali, può cacciare praticamente qualsiasi tipo di animale, leoni compresi… La superficie coperta dai parchi è immensa: Manyara (330 Km²), Serengeti (14.763 Km²), Ngoro Ngoro (265 Km²) e Tarangire (2.600 Km²) insieme formano un bacino di possibilità enorme, ed è praticamente impossibile passare due volte nello stesso posto (il nome Serengeti, nella lingua Masai significa proprio “pianura sconfinata”). I parchi sono privi di barriere, quindi gli animali posso entrare e uscire liberamente, creati appositamente non tanto per vincolare gli animali nei loro movimenti, ma per proteggere le aree dove normalmente stazionano durante l’anno da bracconaggio e dalla presenza intensiva dell’uomo (che nel parco è tollerata solamente per gli accampamenti masai, le tribù locali già presente sul territorio prima della creazione del parco, e per i visitatori paganti). In questo modo, il sistema faunistico della Tanzania cerca di essere protetto, tutelando un ciclo naturale che da centinaia di migliaia di anni, senza sosta, prende vita nelle grandi pianure.

Particolare di Zebra - Tarangire

Particolare di Zebra – Tarangire

Africa - Coppia di ghepardi

Coppia di ghepardi

L’Africa ha un suo odore, forse come ogni luogo, ma appena abbiamo iniziato a spostarci e ad assaporare l’aria del tramonto, abbiamo notato come un profumo particolare avvolgesse ogni cosa: un aroma di selvaggio, vita e polvere che contraddistinguerà tutto il resto del viaggio. Un’altra caratteristica del continente africano è senza dubbio il cielo, con i suoi tramonti spettacolari, e le distanze, percorse a bordo della jeep, tra le pianure sconfinate della savana. C’è qualcosa nell’Africa che riporta l’uomo al suo stato originale. E’ un richiamo magnetico che si insinua a livello viscerale, e senza rendersene conto, si è completamente assuefatti dal fascino totalizzante del continente nero. Non credevo al mal d’Africa, ma ho dovuto ricredermi, soprattutto mesi dopo il ritorno, quando ricordando gli istanti vissuti in quella settimana di viaggio, la malinconia attanaglia lo stomaco.

Africa - Tramonto sulla Savana

Tramonto sulla Savana

Africa - Le praterie sconfinate

Le praterie sconfinate

Un temporale serale si scatena sulla pianura del Serengeti

Un temporale serale si scatena sulla pianura del Serengeti

Categorie:Africa, Fauna, nel Mondo, Paesaggi

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