Del profumo di antichi dei, ho ricordato

Sono passati ormai più di tre anni da quando ho messo piede la prima volta in Sud America, e contrariamente a quanto poi il destino abbia riservato per il mio oggi, allora mi ero deciso di visitare il Perù. Zaino in spalla, eravamo atterrati a Lima, tra le perenni nebbie che avvolgono la città, e con mezzi di fortuna abbiamo risalito le Ande per arrivare nella Valle Sacra di Cuzco, e da lì, su verso uno dei siti archeologici più famosi del mondo: Machu Picchu.

L’edificazione dell’antica città Incas risale al XV secolo, e per noi Europei abituati a frammenti di storia millenaria, sulla carta non sembra poterci emozionare tanto quanto altri siti archeologici. Prima di arrivare alla città eravamo, nonostante tutto, un pò scettici: sarebbe stato troppo commerciale? Che cosa ne resta di Machu Picchu oggi? Molte domande ci frullavano in testa mentre il treno per Aguas Caliente scivolava lento nella foresta pluviale della valle dell’Urubamba. Da Aguas Caliente, l’ultimo avamposto prima della grande città perduta, la mattina si risale la montagna Macchu Picchu, per giungere all’omonimo sito archeologico, a 2.430m s.l.m.

La mattina la sveglia suona alle 4.00. L’obiettivo è quello di arrivare prima della fiumana di gente e godersi la città nelle nebbie, e prendiamo una tra le prime navette che risalgono gli stretti tornanti che portano alla cresta rocciosa. Dopo i numeroso controlli entriamo nel sito, e la vista che si apre davanti ai nostri occhi è sufficiente a far cadere il silenzio nel gruppo. La città fantasma, come immobilizzata in un sonno millenario, dorme davanti ai nostri occhi, adagiata tra gli spuntoni rocciosi di Machu Picchu e Huayna Picchu.

La prima fotografia scattata a Machu Picchu, di Hiram Bingham nel 1912. Questo scatto venne pubblicato sul National Geographic di Aprile 1913, e consacrò la “riscoperta” della città perduta (Fonte Wikipedia)

Il sito archeologico, la mattina del 15 Agosto 2011, di fronte alla mia fotocamera

Il sito archeologico, la mattina del 15 Agosto 2011, di fronte alla mia fotocamera

Le preoccupazioni iniziali si dissolvono come neve al sole di fronte alla magnificenza e alla delicatezza di quello che vediamo. Sembra di essere catturati da una forza magnetica antica e trascinati in un mondo perduto, segreto. Machu Picchiu è grave e potente come un basso che fa vibrare lo stomaco, e delicato come un flauto che allieta lo spirito. Ci cibiamo del profumo di antiche divinità, mentre passeggiamo tra le strette scalinate che circumnavigano il sito, e in perfetto stile Inca, senza alcun timore delle vertigini. Ci immergiamo nelle viscere di pietra del gigante addormentato, osservando la perfezione di ogni pietra, in simbiosi architettonica con tutte le altre, e accarezziamo le creste acuminate dello Huayna Picchu, fino alla sua cima, il punto più alto di tutto il gruppo roccioso.

Allora scattavo ancora con la mia piccola compatta, non avevo né Reflex né obiettivi specifici o grandangoli. Avevo quasi dimenticato queste fotografie in una angolo del mio HD, e ora, anni più tardi, le ritrovo e le riguardo con l’affetto con il quale si ricorda un qualcosa di vecchio e onesto. E così le elaboro, le foto di ieri con le tecniche apprese fino ad oggi, e questo mischiarmi con il me stesso di tre anni fa, e con i ricordi della città perduta, genera questa galleria dove passato e presente si avvolgono in una spirale inscindibile che conduce all’eternità.

I Lama che pascolano tranquilli nel prato contribuiscono a sospendere la città da ogni legame temporale col presente.

I Lama che pascolano tranquilli nel prato contribuiscono a sospendere la città da ogni legame temporale col presente.

MachuPicchu-4

In discesa dal Huayna Picchiu, uno scorcio che mostra il fondo valle col fiume Urubamba

In discesa dal Huayna Picchiu, uno scorcio che mostra il fondo valle col fiume Urubamba

Geometrie e linee sinuose e verticali, per affrontare le vertigini della salita al Huayna Picchu.

Geometrie e linee sinuose e verticali, per affrontare le vertigini della salita al Huayna Picchu.

Il sito archeologico (in alto a destra) visto dalla cima dello Huayna Picchu. Si la strada di risalita che dal fondo valle porta alla città perduta

Il sito archeologico (in alto a destra) visto dalla cima dello Huayna Picchu. Si la strada di risalita che dal fondo valle porta alla città perduta

Panoramica del sito, siamo stati i primi a svegliare il gigante addormentato

Panoramica del sito, siamo stati i primi a svegliare il gigante addormentato

Categorie:nel Mondo, Raid e spedizioni

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1 reply »

  1. Belli questi pensieri Federico. “Vecchio e onesto”…mi è piaciuto. Se mi permetti un consiglio affettuoso, anche se quello fotografico non è il mio campo, tieni sempre care le tue prime esperienze perché spesso preservano il cuore con cui si fanno le cose senza sovrastrutture dei tecnicismi.

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